Mastroberardino, le cantine di Atripalda e la disciplina della terra.

Quando si pensa ad un azienda del sud, il pregiudizio, spesso, condiziona il pensiero. Un’idea inalienabile che sintetizza la realtà come male andante e troppo arretrata per concorrere sulle grandi piazze del mercato nordico e mondiale, fatto di economia e di pseudo-intelligenza superiore. La storia, sopratutto quella del ‘700, racconta invece cose diverse e quando ci si imbatte in aziende come Mastroberardino SPA, che affonda le sue radici proprio nel periodo Borbonico, il concetto di “meridionalità” di successo, oltre che innovazione, emerge nella faccia stupita di chi ha un ricordo condizionato della storia risorgimentale.

Lo scorso luglio, in occasione della programmazione dell’evento Mastroberardino in Fior di Margherita tenutosi il 5 novembre nei nostri locali, abbiamo visitato, appunto, le cantine Mastroberardino SPA. Nell’ottica di una più ampia strategia messa in atto dalla nostra azienda che prevede la visita diretta dei nostri più importanti fornitori.

IMG_0032

Abbiamo visto ad Atripalda la straordinarietà di una storica famiglia del sud. Disciplinata come la terra, ma com’essa esigente, rispettosa. Conosciamo il Cav. Antonio Mastroberardino, classe 1924, che ci concede parole di entusiasmo, di persona ancora impegnata e mai doma. Personaggio a cui la Campania e l’Italia intera deve osservazione e riconoscenza per aver, con la sua caparbia competenza, dedicato la vita al recupero e alla rivalutazione dei vitigni autoctoni d’origine greco-romana, contribuendo in modo determinante alla riscoperta e al rilancio di vini dal passato prestigioso. Il Greco di Tufo DOCG, il Fiano di Avellino DOCG, il Taurasi DOCG e il Lacryma Christi del Vesuvio DOC, ne cura la delimitazione dei relativi disciplinari di produzione e delle aree vocate possibili ed oggi i vini Campani deliziano i palati di tutto il mondo. Oggi possiamo essere orgogliosi di queste produzioni nel mondo grazie alla sua scommessa.

Le Cantine sono un posto magnifico. Virginia Picardi, nostra accompagnatrice per l’occasione ed assistente alla direzione marketing di Mastroberardino SPA, ci accompagna e ci fa scoprire il centro di invecchiamento del vino, le cui mura risalgono al 1740 (Catasto Borbonico). Le botti, nella loro classica posa distesa,  permettono al vino di crescere guardano in alto, l’arte. Alcune sale, infatti, sono decorate in soffitto con affreschi prodotti nell’ultima ristrutturazione avvenuta negli anni ’90 ed hanno come tematica comune il mondo del vino e il rituale intorno alla figura del dio del vino, Bacco per i Romani.

IMG_0186

Entrando nelle grotte passando dall’antico portale di accesso alla cantina il primo dipinto è di Raffaele De Rosa e raffigura un paesaggio esotico di stile classico in cui si svolge la scena del matrimonio tra Bacco e Arianna. Qui una serie di figure mitologiche rappresentano il momento conviviale e della festività in chiave cerimoniale che nella simbologia classica ha sempre avuto un forte legame con il vino.

CUP_1

Il dipinto centrale invece è della pittrice marchigiana Maria Micozzi, quello fra i tre che probabilmente ha il maggiore impatto di tipo simbolico, ricchissimo di figure e di simboli che riportano alla tematica della vita e dell’abbondanza. Nella parte centrale del dipinto troviamo due corpi femminili acefali a simbolo della terra fertile e un toro, che classicamente è sempre stato simbolo di virilità e di forza vitale. Il centro del dipinto è sull’etichetta ed impresso a rilievo sulla bottiglia del nostro cru  Naturalis Historia.

CUP_2

Il terzo dipinto è di una pittrice rumena, Doina Botez, e raffigura una scena tipica della Bacchanalia, il rituale di venerazione dei romani al dio Bacco.

Al centro ci sono dei safiri danzanti e tutto intorno una serie di scene della vita di Bacco, dalla vendemmia a scene amorose e il caratteristico ghepardo di Bacco il cui volto raffigura un autoritratto della pittrice che ha voluto lasciare una firma alla sua opera.

CUP_3

La visita continua, dopo un “Wine Tasting” dove fissiamo un percorso attraverso i maggiori cru della casa scendiamo nello storico caveau. Una collezione di annate memorabili con vini che risalgono anche all’inizio del secolo scorso, come un Taurasi del 1928. Un emozione unica dove anche la polvere sembra avere il suo scientifico compito di conservazione e ornamento.

IMG_0053

IMG_0058 IMG_0063 IMG_0064 IMG_0072

Concludiamo la giornata spostandoci al Radici Resort di Mirabella Eclano, nel nel cuore dell’areale del Taurasi DOCG, dove pranziamo al ristorante Morabianca Il Resort, composto da 10 suites, offre la possibilità di godere del lusso dei dettagli in un ambiente naturale e confortevole. Le terrazze, da cui si gode un panorama mozzafiato, affacciano sui vigneti e sullo splendido parco che circonda il resort, dove gli ospiti possono rilassarsi nella piscina riscaldata con idromassaggio, nell’area adibita al golf, nella beauty farm o nel music club denominato The Wine Cellar. Perla del Resort è, appunto, il ristorante Morabianca, dove abbiamo avuto il piacere di pranzare. Offre una raffinata cucina fatta di ricette e prodotti tipici locali guidata dal talento dello chef Antonio Spagnuolo e la simpatia, oltre che la competenza del maitre  Rocco Plati

IMG_0090 IMG_0094 IMG_0096 IMG_0238 IMG_0108 IMG_0119 IMG_0261 IMG_0131

 

Torniamo a casa, ancora più consapevoli delle immense qualità e pregi di una Campania ancora tutta da scoprire e riscoprire. Nel percorso intrapreso, questa tappa ci ha segnato indelebilmente dando ancora più forza nel perseguire gli obiettivi di carattere culturale che ci siamo prefissi. Mastroberardino organizza visite guidate nelle sue cantine tutti i giorni. Vi consigliamo di provare quest’esperienza unica, non ve ne pentirete sicuramente. Per informazioni e prenotazioni potete collegarvi al link www.mastroberardino.it.

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *