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Quando ero piccolo, negli anni 50, la domenica passavo per la Pizzeria di Santa Chiara di mio nonno Luigi, sempre. Ero affascinato  dalla sua figura, mi ipnotizzava. Sopratutto quando, in alcuni giorni, era particolarmente felice perché aveva incassato tanto oppure aveva acquistato qualcosa a cui teneva. Vederlo vendere le pizzette al banco per me era uno spettacolo, laureava tutti pur di vendere le sue pizze: per lui erano tutti ingegneri, avvocati, dottori. Distingueva il tipo di laurea dalla faccia, ed io non ho mai capito che tipo di logica aveva nelle lauree dispensate dalla sua bocca, mentre incartava le sue meraviglie.

Ricordo, con il sorriso, il Natale alla pizzeria. L’albero era sempre lo stesso, con ovatta bianca ed elastici. Perché? ce lo chiedevamo anche noi e sopratutto i clienti che entravano in pizzeria. “E’ l’albero di Natale dei dipendenti” diceva,  con un aria sorniona ed un  sorriso paterno sul volto. “E’ l’alber ‘e chesti ‘molle ‘e vrachiera” e tutti scoppiavano a ridere, anche gli stessi dipendenti tirati in causa.

Un precursore di pizzaiolo ed un grande lavoratore. Il primo ad avere l’impastatrice meccanica ed il frigo. Pensate che il frigo era alimentato a Gas.

La sua più grande passione, dopo il lavoro, era il ciclismo. La pizzeria di Santa Chiara era tappezzata di articoli di giornale  e foto che raccontavano le gesta del grande Fausto Coppi, in assoluto il suo preferito.

Aveva poi il vizio di comprare tutto in grande quantità e questo gli causava qualche problema. Spesso infatti mancava qualcosa dal deposito, specialmente il vino, tanto da indurlo a sporcare la botte più leggera e piccola con del nero fumo sul becco, scovando poi chi beveva vino di nascosto. Non dormiva la notte e non aveva pietà per i disonesti.

Di aneddoti particolari a Santa Chiara ce ne sono tantissimi e ne sono successe di cose. Mio nonno era una persona speciale e un grande uomo.

Sono molto felice di potervi parlare così, a mio modo. E mi perdonerete se non è tutto perfetto, ma spero si comprenda l’amore che metto nelle parole.

Gia penso alla prossima puntata di questa rubrica. Vorrei parlarvi di “Pulicano”, un grande personaggio della storia della nostra Famiglia.

Alla prossima.

Luigi Lombardi.